Chrome 156: 21 correzioni, guida essenziale e falla critica

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Chrome 156 riceve 21 correzioni di sicurezza. Immagine generata con intelligenza artificiale.

Chrome 156 riceve 21 nuove correzioni di sicurezza, compresa una vulnerabilità critica in MediaStream. Vediamo come verificare la versione realmente installata e completare un eventuale aggiornamento ancora in attesa di riavvio.

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Chrome 156 ha ricevuto il 29 ottobre 2026 un nuovo aggiornamento di sicurezza con 21 correzioni, compresa una vulnerabilità classificata da Google come critica. Sapere che una patch è stata pubblicata, però, non significa automaticamente sapere che quella correzione è già attiva sul proprio computer.

Google ha aggiornato i canali Stable ed Extended Stable alla versione 156.0.8078.79/.80 per Windows e macOS e alla 156.0.8078.79 per Linux, con una distribuzione progressiva prevista nel corso dei giorni e delle settimane successive.

Per questo motivo, con Chrome 156 il controllo più utile non consiste soltanto nel verificare che gli aggiornamenti automatici siano abilitati. Bisogna controllare la versione realmente in esecuzione e accertarsi che un eventuale aggiornamento scaricato non sia ancora in attesa del riavvio.

In questa guida vediamo come verificare Chrome 156 su Windows, macOS e Linux, come riconoscere un aggiornamento ancora pendente e quali informazioni sono realmente confermate dal bollettino di sicurezza Google.

Chrome 156: cosa corregge l’aggiornamento del 29 ottobre

Il bollettino ufficiale Chrome Releases del 29 ottobre 2026 indica 21 security fix per il nuovo aggiornamento di Chrome 156.

La vulnerabilità con la classificazione più elevata è:

CVE-2026-76024 — Critical — Memory corruption in MediaStream

Google indica che la vulnerabilità è stata segnalata il 21 ottobre 2026. Il bollettino contiene inoltre numerose vulnerabilità classificate High e una classificata Medium, distribuite tra differenti componenti del browser.

È importante non andare oltre ciò che la fonte documenta. Il bollettino descrive la CVE-2026-76024 come una corruzione della memoria nel componente MediaStream, ma non fornisce nella pagina pubblica tutti i dettagli tecnici necessari per ricostruire scenari specifici di sfruttamento.

Google precisa infatti che l’accesso ai dettagli dei bug può essere mantenuto temporaneamente limitato fino a quando la maggioranza degli utenti non ha ricevuto la correzione.

Per Chrome 156 le versioni pubblicate il 29 ottobre sono quindi:

SistemaVersione Stable / Extended Stable
Windows156.0.8078.79/.80
macOS156.0.8078.79/.80
Linux156.0.8078.79

Il numero di versione va però interpretato correttamente. Se il computer ha già ricevuto una build ufficiale successiva, non bisogna eseguire alcun downgrade soltanto per far coincidere il numero con questa guida.

Perché Chrome 156 può essere scaricato ma non ancora applicato

Uno degli aspetti più importanti dell’aggiornamento di Chrome 156 riguarda la differenza tra disponibilità della nuova versione e sua effettiva applicazione.

La guida ufficiale Google per aggiornare Chrome spiega che gli aggiornamenti vengono normalmente eseguiti in background quando il browser viene chiuso e riaperto. Se Chrome rimane aperto a lungo, può essere presente un aggiornamento in sospeso.

In questa situazione può comparire il comando Riavvia.

Google specifica che, quando l’opzione è disponibile, il riavvio serve ad applicare l’aggiornamento. Se il comando non compare, secondo la documentazione ufficiale è già installata l’ultima versione disponibile per quel dispositivo in quel momento.

Questo significa che un computer può avere già scaricato Chrome 156, ma continuare momentaneamente a utilizzare la sessione del browser precedente fino alla chiusura e alla successiva riapertura.

La distinzione è particolarmente importante quando l’aggiornamento contiene correzioni di sicurezza. Avere il pacchetto disponibile sul computer non equivale necessariamente ad avere già terminato il processo di aggiornamento.

Chrome 156 su Windows: come controllare la versione

Su Windows il controllo di Chrome 156 può essere eseguito direttamente dal browser.

Apri Chrome e raggiungi:

Menu ⋮ → Guida → Informazioni su Google Chrome

È possibile anche digitare nella barra degli indirizzi:

chrome://settings/help

Google conferma che, visitando questa schermata, Chrome visualizza il numero della versione corrente e controlla contemporaneamente la presenza di aggiornamenti disponibili.

Per il rilascio del 29 ottobre, la versione di riferimento su Windows è 156.0.8078.79/.80.

Se compare una di queste build, oppure una versione ufficiale successiva, bisogna verificare anche il messaggio mostrato nella pagina.

Se Chrome 156 risulta aggiornato e non compare alcun pulsante di riavvio, non è richiesta un’ulteriore operazione.

Se invece compare Riavvia, selezionalo e attendi la riapertura del browser. Successivamente torna nella stessa pagina e controlla nuovamente il numero della versione.

Google indica che le normali schede e finestre aperte vengono salvate e riaperte automaticamente dopo il riavvio. Le finestre in modalità Incognito, invece, non vengono ripristinate.

Chrome 156 su macOS: la procedura di verifica

Anche su macOS la verifica di Chrome 156 parte dalla stessa schermata:

Menu → Guida → Informazioni su Google Chrome

Il browser effettua il controllo degli aggiornamenti e mostra la versione installata.

Per il rilascio del 29 ottobre Google indica 156.0.8078.79/.80 anche per macOS.

Quando è disponibile un aggiornamento in sospeso, il principio è identico a quello di Windows: il browser deve essere riavviato perché la nuova versione venga applicata.

La documentazione Google segnala inoltre una possibilità specifica per Mac. Se Chrome è installato nella cartella Applicazioni, dalla pagina delle informazioni può essere disponibile l’opzione per impostare gli aggiornamenti automatici del browser per tutti gli utenti del computer.

Dopo l’aggiornamento conviene quindi controllare una seconda volta la schermata delle informazioni, soprattutto dopo un rilascio di sicurezza importante come Chrome 156.

Chrome 156 su Linux: l’aggiornamento passa dal package manager

Su Linux la procedura è diversa.

Google indica espressamente che per aggiornare Chrome 156 bisogna utilizzare il gestore di pacchetti della distribuzione.

La pagina chrome://settings/help resta utile per conoscere la versione attualmente in uso, ma il meccanismo con cui viene aggiornato il pacchetto Chrome dipende dalla distribuzione e dalla modalità con cui il browser è stato installato.

Per il rilascio Stable del 29 ottobre la versione indicata da Google per Linux è:

156.0.8078.79

Su un sistema nel quale è disponibile il comando corrispondente all’installazione Google Chrome, la versione può essere controllata anche dal terminale con:

google-chrome --version

oppure, in alcune configurazioni:

google-chrome-stable --version

Questi comandi servono soltanto a leggere la versione del programma presente nel sistema. La procedura di aggiornamento vera e propria va eseguita attraverso il package manager previsto dalla distribuzione.

Per questo motivo non è opportuno fornire un unico comando universale valido per qualsiasi sistema Linux: Debian, Ubuntu, Fedora, openSUSE e altre distribuzioni utilizzano strumenti e configurazioni differenti.

[IMMAGINE 3 — screenshot reale del terminale Linux o del package manager con versione Chrome visibile]

Come capire se Chrome 156 è davvero aggiornato

Per stabilire se Chrome 156 è realmente aggiornato bisogna distinguere diversi stati.

Il primo è il rollout non ancora arrivato. Google specifica che il rilascio del 29 ottobre viene distribuito progressivamente nel corso di giorni e settimane. Due computer possono quindi ricevere la stessa build in momenti differenti.

Il secondo caso è l’aggiornamento disponibile, ma non ancora completato.

Il terzo è l’aggiornamento scaricato con riavvio ancora necessario. È il caso nel quale Chrome mostra il pulsante Riavvia.

L’ultimo stato è quello nel quale l’aggiornamento è stato applicato e la pagina delle informazioni mostra la nuova versione senza ulteriori azioni richieste.

Con Chrome 156 è quindi sbagliato limitarsi alla frase “gli aggiornamenti automatici sono attivi”. Il controllo utile riguarda la versione effettivamente visualizzata dal browser.

Chrome 156 e Chrome 157: perché qualcuno può vedere già una versione successiva

C’è un particolare importante che può creare confusione.

Il 28 ottobre 2026, un giorno prima del bollettino di sicurezza analizzato in questa guida, Google ha annunciato un Early Stable di Chrome 157.0.8103.26/.27 per Windows, inizialmente destinato a una piccola percentuale di utenti. Per macOS Google indicava un rilascio imminente nell’ambito dello stesso Early Stable.

Chi ha già ricevuto questa versione può quindi vedere Chrome 157 invece di Chrome 156.

Non è un errore e non significa che il computer abbia saltato un aggiornamento.

Il bollettino Google dell’Early Stable di Chrome 157 conferma che la distribuzione anticipata riguarda soltanto una piccola percentuale di utenti.

Se il browser ha ricevuto ufficialmente Chrome 157, non bisogna tornare a Chrome 156.

La regola corretta è mantenere la versione ufficiale più recente resa disponibile al proprio dispositivo e al proprio canale di aggiornamento.

Perché non bisogna cercare Chrome 156 su siti di download non ufficiali

La distribuzione progressiva può indurre qualcuno a cercare manualmente Chrome 156 su portali di download di terze parti.

Non è una buona pratica.

Se Chrome non mostra ancora la nuova build, il fatto che il bollettino sia già stato pubblicato non significa necessariamente che il sistema di aggiornamento abbia un problema. Google dichiara esplicitamente che il rollout richiede tempo.

Quando l’aggiornamento non riesce realmente, Google mette a disposizione anche una specifica guida per risolvere i problemi di aggiornamento di Chrome. Tra le verifiche indicate figurano il riavvio del computer, il controllo delle impostazioni di sicurezza e, in determinati casi, una nuova installazione di Chrome tramite le fonti ufficiali.

La presenza di una patch di sicurezza non rende quindi consigliabile scaricare installer da fonti sconosciute.

L’aggiornamento deve rimanere all’interno della normale catena di distribuzione del produttore o, su Linux, del package manager correttamente configurato.

Le vulnerabilità corrette da Chrome 156: attenersi ai dati pubblicati

Quando Google pubblica un bollettino come quello relativo a Chrome 156, è facile imbattersi rapidamente in titoli che trasformano una breve descrizione della CVE in uno scenario molto più dettagliato.

È una pratica da evitare se mancano le fonti tecniche.

Nel caso della CVE-2026-76024, Google conferma:

Critical — Memory corruption in MediaStream.

Questo dato è sufficiente per comprendere che Google attribuisce alla vulnerabilità il livello di gravità più elevato utilizzato nel bollettino.

Non è invece sufficiente, da solo, per affermare con certezza quali condizioni siano necessarie per lo sfruttamento, quali effetti concreti possa produrre in ogni configurazione o se esistano campagne attive che la stanno utilizzando.

Per Chrome 156 è quindi più rigoroso separare ciò che sappiamo da ciò che il bollettino non documenta ancora pubblicamente.

Google stessa precisa che l’accesso ai dettagli può restare limitato fino a quando una quota sufficiente di utenti non abbia ricevuto la correzione.

Chrome 156 non è il primo aggiornamento di sicurezza del mese

Il contesto di ottobre mostra anche quanto rapidamente possano susseguirsi gli aggiornamenti del browser.

Il 20 ottobre Google aveva promosso Chrome 156 nel canale Stable con le versioni 156.0.8078.47 su Linux e 156.0.8078.47/.48 su Windows e Mac, dichiarando 353 security fix nel rilascio.

Il 27 ottobre era poi arrivata la build 156.0.8078.73/.74 per Windows e Mac e 156.0.8078.73 per Linux, con ulteriori 52 correzioni di sicurezza.

Due giorni dopo è stato pubblicato l’aggiornamento oggetto di questa guida.

Questo non significa che bisogna memorizzare ogni numero di versione.

Dimostra piuttosto perché il controllo integrato del browser è più affidabile rispetto al confronto occasionale con una vecchia schermata o con il numero riportato in un articolo letto giorni prima.

Il riferimento deve essere sempre la build ufficiale più recente proposta dal canale utilizzato.

Un collegamento con le altre protezioni di Chrome

L’aggiornamento di Chrome 156 si inserisce in una strategia più ampia nella quale il browser interviene sia attraverso patch del codice sia attraverso modifiche alle protezioni disponibili durante la navigazione.

Su Helpsystem Informatica abbiamo recentemente analizzato anche il nuovo comportamento verso le connessioni HTTP nell’articolo Chrome blocca i siti HTTP? 7 cose da sapere prima di cliccare “Continua”.

In quel caso il tema è diverso: non si tratta di una CVE corretta attraverso Chrome 156, ma della progressiva preferenza del browser per connessioni HTTPS e degli avvisi mostrati prima di accedere a determinate connessioni HTTP non protette.

Il principio comune è però evidente: mantenere aggiornato il browser permette di utilizzare sia le correzioni di sicurezza sia le modifiche introdotte dal produttore nelle proprie difese.

Aggiornamento software e comportamento prudente dell’utente rimangono comunque due livelli differenti.

Chrome 156 e Microsoft Edge: lo stesso problema del riavvio

Il problema dell’aggiornamento scaricato ma non ancora applicato non riguarda esclusivamente Chrome.

Nel nostro approfondimento Microsoft Edge: 7 controlli per sapere se l’aggiornamento è davvero applicato abbiamo visto una situazione concettualmente analoga: una nuova versione può essere disponibile o già scaricata senza che il browser abbia ancora completato il passaggio alla build aggiornata.

Microsoft sta sperimentando soluzioni differenti per ridurre questo intervallo, mentre Chrome continua a indicare chiaramente il riavvio quando necessario.

Per l’utente il principio pratico rimane comunque semplice: non confondere il download della patch con la certezza che la nuova versione sia già quella in esecuzione.

Questo è precisamente il controllo che conviene effettuare dopo l’aggiornamento di Chrome 156.

Perché il controllo è importante anche in ambito professionale

Il browser è ormai uno dei principali strumenti di lavoro di moltissime organizzazioni.

Attraverso Chrome vengono utilizzati posta elettronica, suite collaborative, gestionali Web, servizi cloud, portali istituzionali, applicazioni SaaS, sistemi documentali e numerose piattaforme della Pubblica Amministrazione.

Per questo Chrome 156 non è un aggiornamento rilevante soltanto per il computer domestico.

In un ambiente organizzato, naturalmente, il controllo manuale sul singolo browser non sostituisce strumenti centralizzati di inventory, endpoint management e patch management.

Il principio tecnico rimane però lo stesso: bisogna conoscere quale versione sia realmente presente sugli endpoint e verificare che gli aggiornamenti pubblicati siano stati effettivamente distribuiti.

Per una singola postazione, chrome://settings/help fornisce un controllo immediato.

Per decine o centinaia di dispositivi, invece, servono strumenti di gestione coerenti con l’architettura e le policy dell’organizzazione.

Chrome 156 e comportamento dell’utente: aggiornare non risolve tutto

Installare Chrome 156 riduce l’esposizione alle vulnerabilità corrette in questa specifica versione, ma non trasforma il browser in uno strumento immune da qualsiasi minaccia.

Un sito di phishing può cercare di convincere l’utente a inserire volontariamente le credenziali.

Una pagina fraudolenta può mostrare un falso avviso di assistenza tecnica.

Un file può essere scaricato e poi eseguito volontariamente fuori dal browser.

Un aggiornamento corregge problemi del software. Non può sostituire completamente la valutazione dell’utente.

Per questo la sicurezza reale deriva dall’unione di più livelli: browser aggiornato, sistema operativo mantenuto, autenticazione adeguata, protezione degli account, controllo delle estensioni e capacità di riconoscere richieste anomale.

Chrome 156 rappresenta quindi una componente della protezione, non l’intera strategia di sicurezza.

Cosa fare se Chrome 156 non si aggiorna

Se la pagina “Informazioni su Google Chrome” segnala un problema, bisogna distinguere un vero errore dal semplice rollout progressivo.

Google documenta una serie di verifiche per gli aggiornamenti non riusciti.

Tra queste rientrano il riavvio del computer, il controllo di antivirus, firewall o sistemi di parental control che potrebbero bloccare l’accesso ai servizi di aggiornamento e, quando necessario, la reinstallazione del browser attraverso i canali ufficiali.

Su un computer aziendale può inoltre essere necessario coinvolgere l’amministratore del sistema, perché configurazioni centralizzate e policy possono disciplinare l’aggiornamento del browser.

Su Linux bisogna invece controllare il package manager e la configurazione del repository utilizzato.

Non conviene cercare di “forzare” Chrome 156 con pacchetti recuperati casualmente sul Web.

Verifica Chrome 156 in meno di un minuto

Il controllo finale è semplice.

Su Windows o macOS apri Chrome, raggiungi Guida → Informazioni su Google Chrome e osserva sia il numero della versione sia lo stato mostrato dal browser.

Se compare Riavvia, completa il riavvio e torna nuovamente nella stessa schermata.

Per il rilascio del 29 ottobre il riferimento è 156.0.8078.79/.80 su Windows e macOS.

Su Linux il riferimento è 156.0.8078.79, ma l’aggiornamento deve essere gestito attraverso il package manager.

Se invece il dispositivo ha ricevuto una versione ufficiale successiva, non devi installare nuovamente Chrome 156 né effettuare downgrade.

L’obiettivo della verifica non è far coincidere il browser con il numero scritto in un articolo: è accertarsi di utilizzare una build ufficiale aggiornata e di non avere un aggiornamento ancora in attesa di applicazione.

Domande frequenti su Chrome 156

Qual è la versione di Chrome 156 del 29 ottobre 2026?

Google indica 156.0.8078.79/.80 per Windows e macOS e 156.0.8078.79 per Linux per i canali Stable ed Extended Stable. La distribuzione avviene progressivamente.

Quante correzioni di sicurezza contiene l’aggiornamento?

Il bollettino Google del 29 ottobre dichiara 21 correzioni di sicurezza.

Qual è la vulnerabilità critica di Chrome 156?

È la CVE-2026-76024, descritta da Google come Memory corruption in MediaStream.

Devo riavviare Chrome dopo l’aggiornamento?

Se Chrome mostra il comando Riavvia, sì. Google spiega che l’aggiornamento verrà applicato con il riavvio del browser.

Come controllo la versione installata?

Apri Menu → Guida → Informazioni su Google Chrome. La schermata mostra la versione corrente e controlla la disponibilità di aggiornamenti.

Come si aggiorna Chrome 156 su Linux?

Google indica di utilizzare il gestore di pacchetti della distribuzione.

Perché vedo già Chrome 157?

Google ha iniziato il 28 ottobre 2026 la distribuzione Early Stable di Chrome 157.0.8103.26/.27 a una piccola percentuale di utenti Windows. Se hai ricevuto ufficialmente quella versione, non devi tornare alla 156.

Devo installare manualmente Chrome 156 se non compare ancora?

No. Il rollout è progressivo. Se esiste un vero errore di aggiornamento, utilizza le procedure ufficiali Google anziché installer di provenienza non verificata.


Nota di trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale

L’immagine in evidenza e le eventuali illustrazioni grafiche associate a questo articolo sono state generate con strumenti di intelligenza artificiale, ove espressamente indicato nelle rispettive didascalie. Il testo è stato revisionato e corretto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale. La verifica delle fonti, la selezione dei contenuti e la responsabilità editoriale restano dell’autore.

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