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Twitter sta valutando la possibilità di vendere nomi utente tramite aste online, sostiene un nuovo rapporto

nomi utente

Twitter valuterà la possibilità di vendere nomi utente tramite aste.

A seguito del suggerimento contenuto in un nuovo rapporto, Twitter sta seriamente considerando di vendere i nomi utente tramite aste online. Lo scopo è quello di aiutare coloro che cercano di reimpossessarsi di un nome predefinito, con cui gli utenti si identificano sulla piattaforma.

Secondo quanto riferito, Twitter avrebbe messo al lavoro la sua squadra interna di sviluppo per indagare una soluzione che permetta di far ricorso a un’asta, come forma di vendita dei nomi utenti. Si presume che la piattaforma offrirà un sistema di asta per feedback per favorire i dipendenti e la comunità degli utenti.

La competizione attuale

Gli utenti che cercano di ottenere un nome utente di Twitter sono ora costretti a competere per accaparrarselo. Chi riesce ad eleggere se stesso al nome cercato viene generalmente ricompensato in termini di popolarità e visibilità online. Secondo il rapporto, l’asta sarebbe un buon modo per promuovere un mercato più trasparente che soddisfi tutti gli utenti.

Mentre la piattaforma sta cominciando a vedere una costante crescita di utenti e della crescita dei servizi offerti, l’idea di indire un meccanismo di asta per i nomi utente potrebbe anche essere un modo per generare ricavi aggiuntivi e teoricamente destinati al reinvestimento in futuri sviluppi.

L’auctioning dei nomi utente non è un’idea totalmente insolito, tuttavia potrebbe non essere del tutto apprezzato dalla community. Un modo per sperimentare una tendenza positiva tra tutti gli utenti twitter potrebbe essere quello di utilizzare incentivi. Quasi certamente i nomi premium essere resi disponibili anche acquistandoli, senza ricorrere alle aste.

I vantaggi di un sistema di aste

La domanda emergente è come questo meccanismo potrebbe effettivamente funzionare. Twitter fornirà ai suoi team di sviluppo un set di linee guida che consentono alle persone di essere riconosciute correttamente e di lavorare con una piattaforma più stabile. Inoltre, un sistema di aste contribuirebbe a ridurre i casi di frodi al momento in corso.

Ad esempio, un’asta permette di effettuare una valutazione attendibile del prezzo giusto di un determinato nome utente. Ciò consente agli utenti di ottenere un prezzo equo ma allo stesso tempo incoraggia gli sviluppatori a creare un modello di introiti solido. Ciò significa che se un utente aveva intenzione di offrire una certa cifra per un nome, può chiedere al sistema di assegnarlo facilmente. Una soluzione in questa direzione consentirebbe anche di sviluppare un ecosistema di mercato in cui tutti ricevono un trattamento equo.

Il futuro è incerto

C’è ancora molto da discutere su come un sistema di aste per i nomi utente possa funzionare. La maggioranza dei commentatori positivi del rapporto non può non sottolineare i pro e/o i contro che potrebbero essere associati alla proposta.
Tuttavia, senza entrare nel dettaglio di come un mercato di nomi utente potrebbe functionale, resta il fatto che la strategia di Twitter può vacillare.

E’ possibile che questo nuovo meccanismo diventi un successo relativo, ma al momento non ci sono garanzie sui conseguenti benefici per gli utenti.
L’azienda dovrà abilmente progettare un piano che sia accettabile per tutti, al fine di stuzzicare gli utenti con l’idea di acquistare nomi premium sulla piattaforma senza generare alcun tipo di disagio. Allo stesso tempo, dipende dalle esigenze degli utenti. Solo il futuro dirà se questo modello sarà apprezzato dagli utenti.

Considerazioni finali

In conclusione, Twitter sta considerando la possibilità di vendere nomi utente per mezzo di aste online. Dalla loro implementazione ci si aspettano benefici significativi in termini di trasparenza, e quindi di stabilità della piattaforma. Resta da decidere come la strategia influenzi la community e se soddisfi entrambe le parti in causa.

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